Assistente Sociale Libero Professionista: sogno o realtà?

L’Assistente Sociale è visto ancora oggi come un professionista esclusivo del Servizio Pubblico, spesso non molto bene, come se il suo intervento fosse necessario solo in casi estremi della vita, casi che solo lo Stato può gestire e a cui si spera di non arrivare mai.

Prosegue la nostra analisi sulla professione dell’Assistente Sociale, dopo la Responsabilità e la Solitudine, oggi affrontiamo il tema della Libera Professione.

Assistente Sociale Libero Professionista: la storia professionale

La storia professionale dell’Assistente Sociale è, in effetti, legata a un passaggio, ormai storico, che dalla carità passa nel tempo all’aiuto in termini di pura assistenza pubblica e traghetta (ma solo negli ultimi anni) verso una dimensione più prettamente di politica sociale, cioè di prevenzione, promozione e protezione. Una dimensione poco conosciuta, confusa e forse poco esplorata a causa della molteplicità di altre figure professionali al confine, che nel frattempo si sono andate a posizionare nell’attuale sistema di welfare.

Assistente Sociale Libero Professionista: condizioni precarie

Se è vero che ancora si tende a vedere la figura dell’AS esclusivamente come professionista pubblico, è pur vero che nel frattempo la situazione di questi ultimi anni è piuttosto cambiataIl blocco delle assunzioni e quindi l’impossibilità di un ricambio e addirittura la scarsità di AS nel settore pubblico (per carenza di risorse), ha infatti avviato percorsi pubblici di appalto del servizio sociale all’esterno (spesso piuttosto selvaggi), con l’assunzione di personale tramite enti, in genere del mondo cooperativistico o addirittura associazionistico. Ciò ha creato condizioni di lavoro precarie spesso mal remunerate, e un generale malcontento tra tutti quelli che hanno fatto percorsi universitari molto complessi e costosi, per diventare “veri professionisti” e si ritrovano bloccati in finale di progetto.

Assistente Sociale Libero Professionista: una scelta forzata

Si traghetta quindi, un po’ per voglia e un po’ per forza, verso la Libera professione, cioè verso quello che si dovrebbe poter definire lo spazio professionale più ambito per un professionista come l’AS, che tra l’altro è anche normato con tanto di Albo al suo seguito. Che cosa però si possa concretamente fare in termini professionali, in regime di autonomia giuridica, resta ancora misterioso ai più, figuriamoci per chi dovrebbe poi attingere a tali figure privatamente, siano essi singoli cittadini o enti pubblici o della società civile organizzata (cooperative e associazioni in particolare).

Assistente Sociale Libero Professionista: un ruolo indefinito

Che cosa fa esattamente l’AS è già difficile da capire se lavora ancora nell’ente pubblico o per enti del privato sociale, figuriamoci da Libero Professionista. La categoria degli Assistenti Sociali nel suo complesso contempla questa possibilità, anche con percorsi di promozione e tutela, con tanto di specifiche citazioni nel Codice Deontologico, ma non provvede mai a definirne le possibilità concrete e non riesce ad esprimere mai neanche le sue potenzialità ai nuovi Laureati (o ai “vecchi” che vorrebbero oggi traghettare altrove), che anche volendo avvicinarsi all’auto-imprenditoria non hanno poi possibilità concrete di “pratica” per apprendere.

Assistente Sociale Libero Professionista: qualcosa si muove

Una luce però si comincia a vedere: sempre più AS, che magari hanno già cominciato non proprio volontariamente ma per bisogno, si sono in realtà ritrovati a ricoprire con soddisfazione, spazi professionali autonomi molto interessanti. La nuova storia dei Liberi professionisti AASS comincia a essere piena di testimoni e quindi raccontabile. Anche noi della SocialNet siamo qui per raccontarla. Nello scenario di profonda crisi economica in cui ci troviamo, il sistema di Welfare pubblico, già piuttosto a disagio e in fase di ripensamento, lascia sempre più spazi vuoti che richiedono l’intervento di un Servizio Sociale professionale privato organizzato e in grado di rispondere prontamente ai bisogni delle persone.

Assistente Sociale Libero Professionista: un triplice ruolo

Tutto questo apre sempre di più le porte all’attività libero professionale degli Assistenti Sociali. L’A.S. può essere nello stesso tempo:

1.Tecnico di servizio sociale

Specializzato del Welfare istituzionale, che spesso è un’azione dell’AS inglobato totalmente nella macchina del welfare municipale e non come Libero Professionista.

2. Consulente professionale

Per la gestione di casi complessi di ordine sia socio-assistenziale che tutelare.

3. Operatore

Inserito nei flussi della comunità, come agente di cambiamento di atteggiamenti e produttore di capitale sociale.

Queste tre dimensioni professionali in verità oggi trovano diversi spazi specifici in cui sviluppare anche attività privata; spazi che possono autonomamente essere occupati. E’ importante però, che siano presidiati professionalmente, per non essere sviliti e ridotti a meri luoghi di mercato della manodopera a basso costo, che sono solo brutte copie del modello pubblico già in crisi, o addirittura che ci si sposti verso un modello di gestione del Servizio Sociale pubblico di tipo “ambulatoriale privato” come già avviene nella sanità.

Assistente Sociale Libero Professionista: serve una spinta politica

Se è positivo che si dia una spinta anche al mercato autonomo di questa professione così importante e tutta da scoprire (e certamente il privato AS saprà dare molto), è fondamentale che vi sia anche una spinta politica concreta perché tale opportunità sia vera e non un sogno. È importante che lo sia non solo per i professionisti stessi, ma anche per i cittadini e le comunità che di loro hanno bisogno. Cambiare il sistema di Welfare oggi vuol dire anche saper comprendere e spingere verso la gestione di un servizio sociale competente e profondamente innovato nell’azione e nella gestione complessiva, che tenda finalmente a rendere questo sogno realtà.

Per noi della SocialNet questa è realtà già da 15 anni e vorremmo che lo fosse per molti altri come noi e insieme a noi. Per questo è nato da poco un nuovo Brand di Rete che si chiama Aurora che avvierà nel nuovo anno una vera e propria rete di Assistenti Sociali Professionisti privati che, collegati fra loro, potranno garantire un lavoro puntuale e professionale a tutti.

Sabrina Banzato

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